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HTC Desire

Oggi è arrivato il Desire e tra qualche giorno manderò il mio Nexus One al centro riparazioni HTC in Inghilterra. Devo dire che usare il cellulare senza android (in questo caso un N81 con sopra Symbian) mi sembrava qualcosa di innaturale (oltre al fatto che tentavo sempre e comunque di premere sul display).

E’ la prima volta che metto mano massicciamente sulla Sense e devo dire che l’impatto è davvero notevole! E’ un’integrazione perfetta col sistema android sottostante, anche se tende leggermente a snaturarlo e a mutarlo in qualcosa di unico.

La grafica è molto “dark”, dai toni molto scuri e pesanti: onestamente mi piace molto rispetto a quella più scarna dell’android originale o di quella più seria e professionale di iPhone OS. La reattività è impressionante nonostante ho letto spesso utenti accusare la Sense di essere molto pesante e di lamentare l’impossibilità di disattivarla. Ovviamente è tutta un’altra UI rispetto all’android standard ma credo che con qualche giorno di utilizzo ci si abitua senza troppi problemi..anzi sono convinto che col passare dei giorni si possa arrivare a preferirla rispetto a quella di Nexus One.

Sulla sense avevo già letto e visto quasi tutto, sapevo quasi perfettamente a cosa andavo incontro. C’era però il fattore estetico del telefono che ancora non mi convinceva troppo; ho sempre odiato quella specie di spoiler che HTC ha introdotto col G1 e che ripropone su tutti i suoi modelli. Dalle foto e dai video presente online ho sempre visto lo spoiler sul dream molto accentuato come gli altri modelli. Devo dire che dal vivo è tutta un’altra impressione: è quasi impercettibile, molto soft e abbinata al retro gommato aiuta molto la presa da parte dell’utente. Devo però ammettere che in quanto a estetica continuo a preferire il Nexus One. Sento la mancanza della trackball luminosa che con la Cyanogen Mod si illuminava di colorazioni diverse in base alla notifica così da far capire con un colpo d’occhio cosa stava succedendo. Nel dream è stato inserito un innovativo trackpad ottico che però non mi entusiasma: l’estetica ne guadagna con una linea più pulita ma la funzionalità diventa quasi nulla. Non vi è ovviamente l’illuminazione della trackball e soprattutto istintivamente non mi viene da utilizzarlo andando invece a lavorare col touchscreen. La questione illuminazione viene sostituita dai led di sistema che però non sono visibili in un batter d’occhio come invece accadeva con la trackball.

Credo però che chi non ha mai provato quanto ho descritto sopra non ne possa sentire certamente la mancanza comprando direttamente un Desire.

Per il resto non vi sono novità rilevanti: evito di pubblicare specifiche, foto, schede comparative e quant’altro perchè basta una semplice ricerca con google per trovarle senza problemi. Il terminale sicuramente vale molto anche se, per contenere i costi, HTC ha optato per materiali esterni meno raffinati rispetto a quelli richiesti da google per l’assemblaggio del Nexus.

Devo però dire che il tasto di accensione mi sembra più robusto e preciso di quello del “gemello diverso” Nexus One (come l’ha simpaticamente ribattezzato Diego di TechnoPhone in una video recensione e a cui rubo il termine)

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