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Addio Mivar!

La notizia ormai ha fatto il giro del web e, con queste righe, voglio solo rendere omaggio ad un'azienda che con semplicità e onestà è entrata nelle case di tutti gli italiani.

Parlo della Mivar, nota fabbrica di televisori italiani: di quelli con il classico tubo catodico, ingombranti, essenziali nelle forme e nelle funzioni. Ma indistruttibili.

Parlo di quelle tv formate da due schede (tuner e alimentazione) e un tubo. Di quelle capaci di resistere a bambini vivaci e animali domestici. Di quelle che con il telecomando uguale da almeno un decennio di colore beige o nero.

Parlo di una serie di televisori duri a morire. E con un po' di orgoglio posso dire di averne due in casa. Certo: ho anche un moderno LCD LG, con hdmi, tuner digitale integrato, porte usb, scart, cazzi e mazzi. Uno di quei televisori che forse sa fare anche il caffè se viene premuta la combinazione di tasti giusta. Ma è un anonimo televisore di ultima generazione. Anzi forse terzultima o quart'ultima visto che ogni anno nasce una nuova generazione.

 

Ma i miei tre mivar (cucina e camere da letto) sono intoccabili. Il 27 pollici (pesante e ingombrante) è addirittura resuscitato con un trapianto. Si perchè l'elettronica dei Mivar è essenziale: due schede. Punto. Una gestisce l'alimentazione mentre la seconda è il tuner (analogico!). Al mio si bruciò l'alimentazione. A mia nonna si bruciò il tuner. Cosa fare? Semplice: un nuovo mivar alla nonna per riciclare la scheda buona da inserire nel mio. E dopo 5 anni dall'operazione è ancora li. In camera. Perfetto come il primo giorno.

Carlo Vichi, Fondatore della MIVAR

Carlo Vichi, Fondatore della MIVAR

Non ha la qualità dell'lcd? Chissenefrega. Quella marca è stata mia compagna di avventure nella mia infanzia. Ha visto (e subito) sfide epiche tra me e mio fratello con il Sega Master System e il Super Nintendo. Con dedizione ha sopportato l'avvento di play station e xbox. E oggi, con il suo decoder digitale appoggiato sopra, mi accompagna negli ultimi pensieri prima di andare a dormire.

Grazie Mivar. Grazie Vichi. Per me è un orgoglio avervi fatto entrare in casa mia. E spero nella vostra compagnia per tanti altri anni.

 

E per finire alcuni articoli interessanti su questa "chiusura":

Video RAI (ve lo consiglio caldamente)

Il Fatto

Corriere

 

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